
Una città in rovina, orrendi mutanti dalla forza micidiale e ferocia insaziabile, un virus che potrebbe mettere in ginocchio l’intera umanità, un’infezione che lentamente trasforma il vostro corpo. Il vostro dolore è la vostra arma.

Dark Sector è un action/horror in terza persona basato su un concetto molto semplice: ripararsi, uccidere i nemici, aprirsi la via bloccata.
Per adempiere ai nostri compiti abbiamo a disposizione delle armi classiche come pistole, mitra e fucili.
Tutto l’arsenale che troveremo durante sul nostro percorso (ad esclusione della nostra fedele pistola personale che ci siamo portati da casa) è dotato di un dispositivo anti-mutante che lo farà esplodere quando un infetto lo impugna per qualche secondo di troppo.
Per adempiere ai nostri compiti abbiamo a disposizione delle armi classiche come pistole, mitra e fucili.
Tutto l’arsenale che troveremo durante sul nostro percorso (ad esclusione della nostra fedele pistola personale che ci siamo portati da casa) è dotato di un dispositivo anti-mutante che lo farà esplodere quando un infetto lo impugna per qualche secondo di troppo.

L’arma che fa veramente la differenza, però, non è tra quelle in dotazione ai vari corpi militari: dopo aver contratto l’infezione, Hayden, ha sviluppato dei poteri soprannaturali che aumentano e evolvono assieme alla storia; il primo e principale è quello di materializzare nella propria mano destra il Glaive.

Con l’avanzare della storia i nostri poteri da infetto aumenteranno e nuove abilità ci verranno affidate, tutte incentrate sul Glaive. Tra le più importanti troviamo quella di poter comandare la direzione del lancio dello stesso, spostando la telecamera dal personaggio all’arma, manovrandone il volo come se fosse un aeroplanino giocattolo.
Bello ma mi ricorda qualcosa...
Le somiglianze sono moltissime e visibili sin da subito: la visuale in terza persona con il personaggio lievemente spostato di lato, i controlli principali pressoché identici, la corsa che vede la camera avvicinarsi al terreno e iniziare a traballare con un lieve effetto blur nelle parti decentrate, Hayden che si lancia dietro al riparo più vicino per nascondersi, la meccanica di gioco basata sullo sparare dopo essersi messi “al sicuro”... innegabile che qualche spunto sia stato preso e mischiato a nuovi elementi per non renderlo uguale. Ciò nonostante bisogna dire che DS ha caratteristiche ed elementi propri che lo rendono diverso a GoW ma, rispetto a quest'ultimo carente nella storia, nel carisma dei personaggi, nella grafica e soprattutto nel multiplayer. Quindi possiamo sì parlare di due giochi simili ma assolutamente non paragonabili.
Le somiglianze sono moltissime e visibili sin da subito: la visuale in terza persona con il personaggio lievemente spostato di lato, i controlli principali pressoché identici, la corsa che vede la camera avvicinarsi al terreno e iniziare a traballare con un lieve effetto blur nelle parti decentrate, Hayden che si lancia dietro al riparo più vicino per nascondersi, la meccanica di gioco basata sullo sparare dopo essersi messi “al sicuro”... innegabile che qualche spunto sia stato preso e mischiato a nuovi elementi per non renderlo uguale. Ciò nonostante bisogna dire che DS ha caratteristiche ed elementi propri che lo rendono diverso a GoW ma, rispetto a quest'ultimo carente nella storia, nel carisma dei personaggi, nella grafica e soprattutto nel multiplayer. Quindi possiamo sì parlare di due giochi simili ma assolutamente non paragonabili.

Riparati, spara, avanza...
Un grosso difetto di Dark Sector lo riscontriamo nella sua ripetitività. Il sunto del gioco è proprio quello del titolo di questo paragrafo: riparati, spara, avanza. La “scenetta tipica” ci vede arrivare in un largo piazzale, nasconderci dietro una cassa, ammazzare tutti i nemici presenti con le nostre fedeli lame da lancio (o con le armi da fuoco, come preferite), caricare il Glaive di energia elettrica sul neon guasto e scaricarlo sulla porta a scorrimento in corto circuito. Azioni simili ci garantiscono un gameplay semplice e immediato...può annoiare.

Conclusioni...
Dark Sector è un action in terza persona dai toni violenti e sanguinosi. Non contiene scene capaci di spaventare ma per la sua natura non può che essere consigliato ad un solo pubblico adulto.
E’ un gioco nella media, senza grandissime pretese, capace di divertire per il suo gameplay semplice ed immediato. Se siete alla ricerca di un po’ di sana azione e siete disinteressati a sbrodoloni di discorsi che ci narrano la storia (magari siete tra quelli incominciano a schiacciare tutti i tasti del joypad appena partono le “scenette” di intermezzo), DS fa per voi. Se, invece, volete qualcosa di coinvolgente, alternativo, con una trama accattivante capace di tenervi il joypad in mano come se ci aveste passato del vinavil sull'impugnatura, passate oltre, questo titolo potrebbe deludervi.
Dark Sector è un action in terza persona dai toni violenti e sanguinosi. Non contiene scene capaci di spaventare ma per la sua natura non può che essere consigliato ad un solo pubblico adulto.
E’ un gioco nella media, senza grandissime pretese, capace di divertire per il suo gameplay semplice ed immediato. Se siete alla ricerca di un po’ di sana azione e siete disinteressati a sbrodoloni di discorsi che ci narrano la storia (magari siete tra quelli incominciano a schiacciare tutti i tasti del joypad appena partono le “scenette” di intermezzo), DS fa per voi. Se, invece, volete qualcosa di coinvolgente, alternativo, con una trama accattivante capace di tenervi il joypad in mano come se ci aveste passato del vinavil sull'impugnatura, passate oltre, questo titolo potrebbe deludervi.

































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